Perché procrastinare aiuta a prendere decisioni più consapevoli

Quante volte ci siamo sentiti in colpa per aver procrastinato, per aver rimandato qualcosa che avremmo dovuto fare prima? Quante volte ci sentiamo dire “rimandi sempre a domani, sei pigro, non hai voglia di fare le cose…”.

Viviamo in un’epoca dove l’ozio e la pigrizia non possono essere contemplati, dove il tempo è denaro e non va sprecato, eppure non è mai abbastanza per portare a termine tutti gli impegni che ci siamo preposti per la giornata. Frustrante vero?

Beh, ho una buona notizia: a volte rimandare un’azione è fisiologico e funzionale al benessere della nostra mente.

Come potrete immaginare, pensiero e azione lavorano generalmente in maniera consequenziale. Ora, provate a pensarci: quanti stimoli, preoccupazioni e pensieri siamo abituati a processare durante l’arco della giornata? Tantissimi. Lo facciamo senza rendercene conto, eppure questo sistema è molto più complesso e impegnativo di quanto possiamo pensare.

Anche la nostra mente dunque, come il corpo, dopo uno sforzo intenso ha bisogno di riposo. Quando un pensiero ci tormenta, quando dobbiamo prendere scelte importanti e sentiamo una forte pressione addosso, quello che a volte tendiamo a fare è spingerci verso la risoluzione del problema nel più breve tempo possibile, per poterci liberare del “peso” di quel determinato pensiero. Altre volte, invece, tendiamo a rimuginare, a focalizzarci ossessivamente su un pensiero che ci tormenta e rimandiamo continuamente l’azione “a tempi migliori”. Quello che non sappiamo è che, in entrambi i casi, ci dimentichiamo di dare spazio al pensiero per poter fluire naturalmente, per germogliare e successivamente rinascere come idea o motivazione che porta ad una scelta e conseguentemente ad una azione.

Mi piace chiamare questo spazio temporale tra nascita del pensiero e azione “luogo del pensiero meditato”.

La meditazione, intesa in questo caso come il lasciare che i pensieri scorrano per poi ritrovarli, è un’ottimo modo per placare le ansie e le pressioni interne e agire in modo più sereno e ragionato. Essa infatti lavora sulla nostra capacità di accogliere i pensieri sul nascere e farli scorrere liberamente attraverso la mente e il corpo, per poi ritrovarli cresciuti, migliorati e arricchiti di nuove consapevolezze. Insomma, pensieri positivi e forti, “pronti all’uso”.

Se quindi avete inteso fino ad oggi la parola procrastinare con una connotazione negativa, sappiate che c’è anche un’altra faccia della medaglia.

Procrastinare significa anche:

  • prendersi del tempo per pensare e capire come muoversi
  • prendersi del tempo per pesare le nostre scelte e metabolizzarle
  • prendersi del tempo per agire
  • prendersi del tempo per oziare
  • prendersi del tempo per meditare
  • prendersi del tempo perché non tutti i giorni sono giorni buoni

A questo punto vi lascio con un quesito: ci serve davvero del tempo in più per fare ciò che dobbiamo fare? O è solo questione di come gestiamo le nostre priorità, i pensieri e del peso che diamo alle singole azioni?

Se sei stressato perché ti sembra che gli impegni superino il tempo che hai disposizione per compierli, sappi che c’è una soluzione! E no, non è quella di fare meno cose! 😉 Scrivimi e ne parliamo!

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